In-Formazione

Ingaggio per prestazione artistica: le cose che devi sapere

Come evitare rischi, incomprensioni e problemi

Chiudendo un ingaggio, consideriamo l’ipotesi che abbiate già convinto il gestore di un locale o organizzatore di un evento (che per comodità chiameremo “committente”) a farvi esibire, ci sono dei particolari importanti che è giusto definire subito in modo da evitare incomprensioni successive e dare così un senso di professionalità alla vostra figura artistica.

Definire chi fa la regolarizzazione

Chiedi subito se la serata verrà regolarizzata direttamente dal committente o se preferiscono che ve ne occupiate in autonomia.

Meglio evitare equivoci sia per sapere come comportarsi e cosa rispondere in caso di controlli, sia per sapere quanto chiedere di cachet tenendo conto delle eventuali tasse e contributi da versare.

Spesso capita che il committente risponda: “Regolarizzare cosa? No, tranquillo, qui non è mai venuto nessuno”.

In questo caso spiegate in modo semplice quali sono i rischi in caso di controlli.

Sottolineate il fatto che ci tenevate fosse informato, anche perché non è possibile, da parte vostra, una regolarizzazione retroattiva.

Quindi meglio essere chiari da subito.

Se pattuite di regolarizzarvi per conto vostro chiedete subito i dati al cliente

I dati da richiedere se il cliente è un’azienda (bar, ristorante, hotel, o persona giuridica in generale) i dati da richiedere sono:
– Ragione sociale
– Indirizzo sede legale completo di via, numero civico, città (no frazione!) e provincia.
– Partita IVA e/o Codice Fiscale
– SDI (se in possesso)
– e- mail (no pec!)

Se il cliente è una persona fisica i dati da chiedere saranno:
– Nome e Cognome
– Indirizzo residenza completo di via, numero civico, città (no frazione!) e provincia.
– Codice Fiscale
– e- mail (no pec!)

Evitate di farvi mandare i dati successivamente ma fateveli dare al massimo prima di esibirvi.

Potete dire tranquillamente “Se non ti scoccia ti chiederei i dati per la fatturazione così poi non ti disturbiamo mentre stai lavorando”.

Se dovesse fare lo gnorri, prendete semplicemente uno scontrino dal banco e siete sereni perchè riporta i dati fondamentali. 

Cachet

L’errore più comune nella contrattazione del cachet è la dimenticanza dell’IVA da parte dell’artista.

Ricordate sempre di specificare il “+ IVA” dopo la cifra. In particolare quando state contrattando con Pubbliche Amministrazioni o Associazioni.

Questo perché l’IVA per gli enti pubblici e le associazioni non è scaricabile (salvo eccezioni) quindi è un costo.

Quando si parla semplicemente di una cifra, per questi enti si tratta del costo finale, non dell’imponibile. Quindi, mi raccomando, prestate attenzione. Succede spesso che il cachet che l’artista chiede non è quello che il committente ha inteso.

Ricordate inoltre che la cifra che pattuite, salvo che non vi regolarizzi direttamente il committente, comprenderà anche tasse ed eventuali contributi (in base a come siete inquadrati come autonomi o attraverso Cooperativa).

ATTENZIONE: Dire “Sono X euro più tasse” non è corretto! Tasse e contributi fanno parte dell’imponibile. Pretendere il pagamento “a parte” equivale ad esigere un’extra in nero.

Allo stesso modo non si deve mai parlare di netto
“Voglio 200 euro netti” non ha alcun senso. Netto da cosa? Netto irpef? netto IVA?
Bisogna sempre parlare di IMPONIBILE + IVA 

Quindi per calcolare che cifra chiedere bisogna partire da quanto si vuole come compenso netto e conteggiare che lordo permette di avere tale cifra, una volta pagate tasse ed eventuali contributi.

Se per la data ci sono anche delle spese (es. biglietti per mezzo di trasporto, noleggio attrezzatura, pasti, ecc.) dovete indicare anche queste nel cachet perchè dovranno essere inserite nella fattura.

Quindi l’imponibile sarà composto da: compenso + irap + inail + fpls (inps ex enpals) + spese varie
Quindi il cliente quando riceverà la fattura pagherà imponibile + iva che comprenderà tutto.


Contratto

La cosa migliore ed anche più professionale, sarebbe quella di redigere un contrattino con il quale si chiariscono tutti i dettagli. Questo può anche essere fatto come preventivo da far firmare al cliente per accettazione.
In questo documento è utile segnalare tutte le proprie esigenze da quelle tecniche (es. allacciamento di corrente necessario, misure palco, scheda tecnica se dovesse esserci il service fornito dall’organizzazione, ecc), chi si occupa di eventuale vitto e alloggio per l’artista, come regolarsi in caso l’evento dovesse saltare per esempio in caso di maltempo.
Vedi articolo di approfondimento

Prevenire è meglio che curare

Quando vi recate a trattare data e ingaggio, non andate mai soli. Cercate di essere almeno in due.

La presenza di un testimone al momento della chiusura dell’accordo verbale è una garanzia minima per avere eventuali possibilità di rivalersi nei confronti del committente in caso questi non voglia pagarvi quanto pattuito.

Tuttavia, come scritto nel capitolo precedente, meglio sarebbe firmare un contratto d’ingaggio. Potete anche presentarlo sotto forma di preventivo da controfirmare per conferma.
Non abbiate mai timore di fare questo, perchè è una dimostrazione di professionalità.

E se il gestore dovesse rifiutarsi di firmare, già potrete  dei sospetti sulla sua effettiva affidabilità.

In entrambi i casi, come detto prima, è meglio specificare anche il fatto di “chi deve occuparsi della regolarizzazione degli artisti“, così da poter essere tranquilli anche in tal senso.

Mostra altro

Giuliano Biasin

CoFounder di Esibirsi Società Cooperativa. Organizzatore di eventi musicali ed artistici dal 1999. Autore de "Il manuale dell’artista" e del workshop informativo "Esibirsi in regola".
Pulsante per tornare all'inizio