Esibirsi in regola

Che sanzioni ci sono se si rilevano artisti in nero?

Le sanzioni sono le medesime fatte per qualunque tipologia di lavoratore si rilevi, che sia questo un barista, un impiegato, un operaio o, come nel caso trattato, un’artista.

Le sanzioni sono a carico del datore di lavoro , ovvero organizzatore o  gestore del locale, non degli artisti !

Quali sono le conseguenze per il datore di lavoro?

Da D.Lgs n. 151/2015 “… l’impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro” prevede le seguenti sanzioni:

Multa da 1.500,00 a 9.000,00 euro per ciascun lavoratore irregolare;

Inoltre, per l’omessa registrazione dei dati del lavoratore/artista da parte del datore di lavoro nel “Libro Unico del Lavoro” si aggiungono le seguenti sanzioni:

  • da 150,00 a 1.500,00 euro fino a 5 lavoratori (componenti);
  • da 500,00 a 3.000,00 euro se la violazione si riferisce a un numero di lavoratori/artisti compreso tra 6 e 10;
  • sopra i 10 lavoratori/artisti tale sanzione va dai 1.000,00 ai 6.000,00 euro.

Questo è riferito a ogni singolo lavoratore quindi in caso di band di 4 elementi saranno quattro volte tanto.

“E io come artista prendo la multa?” 

NO! La multa è a carico dell’organizzatore / gestore del locale.

Tranne nel caso di alcune eccezioni ben precise che puo leggere cliccando qui

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4 Commenti

  1. Domanda. Allora chi lavora in nero puo’ continuare a farlo? La gestione puo’ rivalersi sul lavoratore in nero? Perche’ in caso contrario chi lavora in nero non ha nessun interesse a mettersi in regola….

    1. La domanda è posta in modo sbagliato. I gestori fan lavorare i dipendenti in nero. Questi lo faranno fintanto che nn avranno un controllo con conseguente sanzione (capita più spesso di quel che si possa immaginare). Noi come cooperativa abbiamo iniziato a fare workshop dedicati anche ai gestori in modo da renderlo consapevoli delle cose.
      L’artista può essere coinvolto solo nel caso venga appurato che questo stia di fatto facendo il “libero professionista” in nero. Ad esempio chi fa tante date in locali sempre diversi promuovendosi in modo professionale con un proprio sito e materiale promozionale. In questo caso anche l’artista risponde. Ma i casi son rari. Personalmente ne conosco solo uno. Forse perché chi. Si pone in modo professionale lo fa in regola o forse perché i controlli in tal senso son stati minori.

  2. Grazie per la risposta. Personalmente so di uno che da una vita lavora cosi’. Non fa pubblicita’ e non ha sito web o materiale pubblicitario. Qualche anno fa pero’ prese una multa per falsa compilazione bollettino Siae. Ovvero su 60 brani 50 erano suoi. Continua tutt’ora….

  3. La questione SIAE (compilazione borderò) è una cosa diversa dal “lavoratore in nero”. Un altro settore diciamo.
    Comunque sia il lavoro che possiamo fare e stiamo facendo noi come cooperativa è quella di informare.
    Anche stamattina ci siamo trovati per l’organizzazione un workshop rivolto a musicisti e gestori dei locali. Ne abbiamo diversi in previsione.

    Questo stesso blog funge da veicolo di informazione. Divulgatelo il più possibile specie ai gestori a mio avviso perché sono i primi a dover capire.

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