NewsEsibirsi in regola

SIAE, Nuova Licenza Deejay a Tariffa Unica

Modalità semplificate e tariffe più vantaggiose per gli operatori

SIAE, insieme alle principali associazioni del settore, tra cui Esibirsi.Soc.Coop., ha rivisto e semplificato la Licenza per Deejay, destinata a coloro che, nell’ambito della propria attività professionale, devono spesso trasferire la musica tutelata da diritto d’autore da cd, vinili e supporti originali su memorie fisse o mobili (cd, dvd, usb, hard disk, etc.) al fine di riprodurla in pubblico.

Si tratta delle cosiddette “copie lavoro”, che SIAE autorizza per conto dei propri aventi diritto.

Tale autorizzazione è fondamentale per i deejay in quanto li esonera dall’obbligo di vidimazione altrimenti previsto per legge.

Ora la Società Italiana degli Autori ed Editori lancia una “Licenza Deejay” da € 199 + IVA che consente di riprodurre un numero illimitato di opere appartenenti al repertorio SIAE, a prescindere dal numero di copie lavoro realizzate. 

Economicità

Le attuali condizioni di licenza prevedevano invece diverse fasce di compenso, da € 200,00 + IVA a € 600,00 + IVA in base al numero di copie lavoro dichiarate, mentre con la nuova licenza il costo viene ribassato e non prevede limiti al numero di opere utilizzabili. 


Velocità e Semplificazione

I deejay non avranno più l’obbligo di dichiarare preventivamente i singoli contenuti dei supporti da loro riprodotti e potranno utilizzare da subito la propria licenza, senza ulteriori oneri.


Come richiederla

La licenza potrà essere richiesta online o presso uno degli Uffici SIAE presenti in tutta Italia.

Con le stesse modalità potranno essere regolarizzati anche i diritti connessi di competenza di SCF, spettanti ai produttori discografici e agli artisti interpreti.


Hanno collaborato alla stesura di questo progetto le seguenti sigle: Audiocoop, Assoartisti, Sils,Uncla,Adj,Aid,Acep, Esibirsi Società Cooperativa.

15 Commenti

  1. UNA VERA E PROPRIA VERGOGNA NAZIONALE!!! SIAE è e resta illegale a livello europeo!!! Siamo l’unico paese al mondo che ha una azienda che gestisce i diritti in monopolio nonostante i continui richiami da parte dell’UE. SIAE pretende costi da tangente mafiosa per ogni evento organizzato da privati con conseguenze tragiche sul lavoro di DJs e musicisti. Si avvale tuttora di norme che chiedono agli organizzatori il 5% dell’introito del bar!!! Norma degli anni 20!!! Io compro regolarmente la musica online ed ho chiesto più volte a SIAE se fosse da considerare originale a tutti gli effetti senza ottenere risposte. Ora che io debba pagare ogni anno 50 cent per ogni brano originale che ho acquistato in 40 anni di lavoro è l’ennesima tangente ed il fatto che siate complici di questo furto vergognoso mi rattrista molto e mi spinge ad uscire da socio della coop.

    1. Buongiorno, mi spiace leggere le sue accuse nei nostri confronti. La cooperativa così come le altre associazioni di categoria coinvolte ha lavorato per poter semplificare ed abbattere i costi per i lavoratori che necessitano di questo servizio.
      Se lei utilizza materiale originale utilizzando il supporto dal quale ha effettuato l’acquisto non ha nulla da pagare quindi il problema non sussiste.
      Se scriveva a me le avrei mandato la risposta ufficiale della siae in tal senso.
      Vedi anche https://esibirsi.it/siae-spiegazione-in-pillole/

      1. Caro Sig. Biasin le mie accuse sono legate al fatto che sono 100 anni che ci tiriamo giù i pantaloni per una associazione ILLEGALE!!! Il silenzio che aleggia in questa vicenda (anche nel decreto sulla libera concorrenza di cui non si fa alcuna menzione) dimostra che il “carrozzone SIAE” è supportato e salvaguardato da un partito trasversale da dx a sx da sempre. Lei è sicuramente al corrente degli innumerevoli richiami da parte della comunità europea in tal senso e tutte le volte “risolti” con letterina di giustificazione da parte del ministro di turno. La mia accusa è legata al fatto che anche la “mia” cooperativa si renda complice di questa illegalità. Avete fatto presente a SIAE questa cosa? Io ho centinaia di brani in CD originali a casa e trasferiti su supporto digitale e dovrei pagare per questo? Lei ha provato ad inserire negli elenchi della licenza DJ online i brani? Dovrei assumere una persona per i tempi e modi. Vogliamo guardare la realtà dei fatti o piegarci a 90° rispetto ad una situazione NON PIU’ TOLLERABILE. SIAE è ILLEGALE e mi creda farò tutto quanto mi sarà possibile legalmente per porre fine a questo furto legalizzato. E voi dovreste iniziare a combattere tali ingiustizie nei confronti dei vostri associati e non condividerle. Grazie del suo tempo e buon lavoro – Fabio DJ dal 1982 e socio dal 2017

        1. Se legge l’articolo c’è spiegato che la semplificazione è proprio il fatto che non è più necessario inserire l’elenco dei brani.

          1. Buon giorno gentile Giuliano, io ho provato ad imbastire l’iscrizione, e comunque viene sempre richiesto di caricare l’elenco delle tracce.
            Viene esplicitamente scritto che la licenza non è valida se non vengono almeno inseriti 100 brani all’interno della lista tracce.

            Grazie se potrà rispondermi.

          2. Vorrei sapere semplicemente perchè devo pagare ogni anno 50-80 cent (i brani normalmente utilizzati in djset sono circa 300 nei 4-5 decenni) per musica che ho acquistato originale. Perchè? Non esiste in nessun paese europeo questa “tangente”. Perchè? Ad un soggetto che non è legale in europa. A chi mi devo rivolgere per avere giustizia di una normativa che non è legale? Chiedo scusa per la mia insistenza ma sono stanco. Sono mesi che non si lavora, non ho ricevuto alcun sostegno (attendo 600€ da novembre 2020!!!) e qui questi soggetti mi chiedono 200 € una tantum. Non è ora di incazzarsi? Nel periodo in cui si è (quasi) aperto diversi soggetti privati hanno evitato eventi con dj perchè la Siae chiedeva (per un semplice compleanno) 120-180€. Sapete come hanno fatto poi? SPOTIFY!!!! Ripeto, voi dovreste sostenere i vostri associati anche in queste battaglie e non assecondare il carrozzone. Sono avvilito e amareggiato.
            E con questo concludo.

          3. SILS Sindacato Italiano Lavoratori Spettacolo secondo me è l’ente ideale per parlare di questo argomento e sulla legittimità del concetto di copia lavoro sicuramente ne sanno più di noi.
            La cooperativa lavora assiduamente per tutelare i propri soci come mi pare sia stato dimostrato in questi due anni in cui abbiamo assistito i soci su aggironamenti normativi, dpcm, richiesta indennità, ricorsi ecc. oltre che la presenza ai tavoli più importanti che hanno portato anche ad alcuni risultati .
            In questo caso ritengo che un’abbattimento dei costi e semplificazione delle procedure sia un buon risultato. Dall’altra parte bisogna evitare al socio il rischi di procedimeto penale (e lo dico a fronte di esperienze da parte di dj che sono miei amici stretti).

            Sul costo della siae per le singole serate, che è tuttaltro discorso, personalmente sono d’accordo ma posso anche dirti che sull’argomento c’è discordanza con associazioni che rappresentano gli autori che invece ritengono il contrario. La cosa giusta sarebbe la riduzione dell’IVA che permetterebbe di ridurre le tariffe senza erodere i compensi degli aventi diritto. Richiesta che stiamo portando avanti insieme al Coordinamento StaGe

  2. Buongiorno mi permetto di inserirmi nei commenti. Sono anch’io un dj e non lavoro per Siae o Soundreef. Di mia iniziativa ad inizio 2020 ho effettuato una ricerca. Per vedere se quanto chiesto da SIAE a noi dj sia presente anche in altri paesi. Ero iscritto anche ad una delle tre associzioni di dj che nel 2010 promossero verso SIAE la licenza DJ. Guardando ora , con il senno di poi , la licenza e’ anacronistica. Ma allora si era arrivato a mandare in tribunale DJ che rippavano dai loro vinili ( con regolare bollino Siae ) la musica. Vedasi il caso piu’ eclatante ( si trova traccia mezzo google ) del mio paesano ALBERTO MARTIN finito in tribunale per questo motivo. Dopo vari anni ha avuto ragione, ma purtroppo ha dovuto pagarsi comunque le spese processuali ed affrontare una denuncia penale. Quanto ho trovato e’ qui documentato :
    https://www.salsa.it/2020/11/16/la-licenza-siae-dj-lo-dellarte-nel-2020-europa/
    Non siamo il solo paese che ha licenza in europa ( li ho passati uno ad uno i paesi ). Ma siamo quelli piu’ cari , piu’ farraginosi etc etc. In UK la licenza e’ solo per rip da vinile e cd. Altrimenti nulla e’ dovuto. Nell’articolo e’ descritto il resto.
    Assodeejay in un suo post del 2017 scrisse ” Il comunicato che sta creando tanto scompiglio annuncia che le associazioni (le uniche che “dialogano” con Siae) non intendono più firmare l’accordo ( LEGGI LICENZA ) , punto e basta. Il 10 Ottobre, in base al Decreto Bray si vedrà cosa succederà riguardo al monopolio di Siae, che se finito, ipotizzera il ricorso all’Antitrust come “posizione dominante”. Siae aveva chiesto una proroga fino al 31 Dicembre e noi le risposte le volevamo subito e non da dei “mandatari” ma dal Presidente stesso (insieme al Presidente di SCF). I Funzionari Siae in questo momento non hanno nessun ruolo perchè non sanno neanche loro cosa deciderà il Governo. Rispetto ai controlli che dovessre essere effettuati da questo momento (chiunque faccia i controlli) NON SI DEVE FIRMARE NESSUN VERBALE (è un nostro diritto). ASSODEEJAY TUTELA I PROPRI SOCI E RISPONDE IN PRIMIS AI VERBALI DI CONTESTAZIONE. Non sarà possibile effettuare alcun sequestro se non in caso di detenzione di materiale non originale. COME SI FA A DIMOSTRARE DI AVERE FILES ORIGINALI ? Le ricevute, sono l’unico documento di acquisto valido e VERBALIZZATE la vs dichiarazione di essere in possesso delle ricevute non documentabili (chiaramente) al momento per vari motivi (state lavorando, non avete accesso alla rete ecc ecc).A nulla serve raccontare esperienze personali, punti di vista e re-interpretazioni di vari diritti e doveri. QUESTO NON E’ UN FORUM DI DISCUSSIONE !!! Se pensate che la Licenza sia un pizzo, andate in Siae e ditegli che secondo voi sono una banda di ladri. ”
    POSSIAMO AVERE TUTTE LE OPINIONI ma poi in caso di controllo siamo noi verso l’ispettore siae , nella migliore delle ipotesi. O peggio noi verso pattuglione interforze ( quindi anche GDF ) e li dobbiamo decidere cosa dire ( dichiarazioni che verranno messe a verbale ) ed essere consci del cammino che dovremo effettuare.
    Esibirsi e’ una cooperativa , non un sindacato. E’ il sindacato di categoria al quale vanno fatte determinate osservazioni.

  3. DALLA STAMPA E DAL WEB
    [[Il gazzettino veneto]]

    MUSICA Speaker di Radio Padova e conosciuto animatore di discoteche era stato accusato di aver violato le norme sul diritto d’autore con dischi masterizzati Dj assolto: programmi radiofonici confezionati con cd originali

    (L.I.) Era accusato di aver violato le norme che tutelano il diritto d’autore. Al processo è però riuscito a dimostrare che i compact-disc utilizzati nell’esercizio della sua professione erano originali. Assolto perchè il fatto non costituisce reato. E’ la sentenza con cui il giudice monocratico Vincenzo Sgubbi ha scacciato gli incubi dalla mente di Alberto Martin , 37 anni, notissimo disc-jockey residente in città, speaker di Radio Padova e animatore delle nottate funky al “Palladium” di Vicenza. L’inchiesta a suo carico era partita il 21 luglio dell’anno passato. Quella notte i finanzieri del nucleo provinciale di polizia tributaria di Venezia avevano effettuato un controllo alla discoteca “Tamurè” di Jesolo. Avevano osservato il dee-jay all’opera. Si erano accorti che stava adoperando dei compact-disc. A fine serata gli avevano perquisito le valigie. Erano spuntati fuori 67 cd masterizzati. Le borse del disc-jockey erano finite sotto sequestro. Le Fiamme Gialle non si erano accontentate. Era subito scattata la perquisizione domiciliare. A casa del trentasettenne avevano trovato altri 58 compact-disc, un computer ed un masterizzatore. Per i finanzieri si trattava di materiale “pirata” su cui non erano stati pagati i diritti Siae. Il dee-jay avrebbe potuto cavarsela con un decreto penale di condanna. Tra multa e sanzione pecuniaria avrebbe però dovuto sborsare la bellezza di 45.000 euro. Martin ha scelto di affrontare il processo. I suoi legali, gli avvocati Marco Grasselli e Anna Osti, sono riusciti a smontare il castello accusatorio. E’ emerso che il dee-jay “confezionava” a domicilio i programmi commissionati dall’emittente. Utilizzando però dei cd originali. Nel suo archivio personale tutti gli esemplari risultano regolarmente catalogati. Non vi sarebbe stata insomma nessuna condotta finalizzata ad evadere i diritti Siae. Paradossalmente i diritti d’autore sarebbero stati versati addirittura due volte: la prima all’atto d’acquisto dei cd, la seconda nel momento in cui l’emittente radiofonica manda in onda i brani, anche su supporti masterizzati.

    [[Dal sito: http://www.djing.it]]

    Spett.le Redazione djing, sono l’Avv. Marco Grasselli ed ho difeso, con l’Avv. Anna Osti, il dj Alberto Martin nel procedimento sfociato nella sentenza che Voi avete segnalato. La sentenza non si limita a statuire che la duplicazione è lecita “solo se siete dj” come ha scritto il Corriere Veneto, ma illustra principi veramente innovativi. La condotta della duplicazione non è “abusiva” e quindi in violazione dell’art. 171 ter, L. 633/41, quando è mera manipolazione dei supporti originali che sono in possesso del Dj. Inoltre il “fine di lucro” deve derivare direttamente dalla duplicazione delle tracce musicali e non essere solo un aspetto secondario della condotta (il Dj trae il proprio guadagno dallo stipendio della discoteca e non dalla duplicazione) e l’uso (non) personale, molte volte, è un concetto che può definirsi e delimitarsi specularmente al concetto di uso professionale. Ritengo che siano state poste le basi per la via che porterà al riconoscimento al Dj della copia strumentale per “uso discoteca”. (cfr. Tribunale di Milano sent. del 01/10/2002). Resto a disposizione per eventuali chiarimenti e Vi saluto cordialmente.

  4. per evitare questo caso e successivi … e’ stata creata la licenza dj… una toppa.. di sicuro non la cosa piu’ corretta… ma almeno si evitavano queste situazioni.

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