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Indennità di Discontinuità PER I LAVORATORI DELLO SPETTACOLO

Intervista con l'Avv. Fabio Dell'Aversana Presidente SIEDAS

Con la legge di bilancio è stata finanziata la cosiddetta “Indennità di discontinuità”, importante novità normativa introdotta dal precedente Governo che porterà ad un importante riconoscimento di welfare per i lavoratori dello spettacolo.

Ne abbiamo parlato con l’avvocato Fabio Dell’Aversana, professore di Diritto e Legislazione dello Spettacolo presso i Conservatori di Musica di Cesena, Frosinone, Livorno, Piacenza e Terni e Presidente di SIEDAS, associazione con la quale Esibirsi soc. coop. collabora da anni perché come facenti parte del Coordinamento StaGe! con cui abbiamo partecipato ai tavoli nazionali e portato avanti le istanze per i lavoratori dello spettacolo e per le piccole imprese di spettacolo.

Tra gli obiettivi per i quali ci siamo impegnati c’è anche l’Indennità di Discontinuità e in questa intervista il Presidente Siedas spiega i principi fondamentali di tale provvedimento, in attesa del decreto attuativo che chiarirà le metodologie di applicazione.


Versione Testuale dell’intervista Video

Ciao Fabio, cos’è SIEDAS e di cosa si occupa?

SIEDAS è l’acronimo di Società Italiana Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo, un’associazione nazionale che nasce nel 2015 con lo scopo di incentivare gli studi, le ricerche e quindi anche le consulenze ed attività di assistenza nel campo del diritto delle arti e dello spettacolo.

Una disciplina che è importante per chi lavora nel settore arte e spettacolo ma che a lungo è stata sottovalutata anche dagli stessi operatori ma che in particolar modo nel periodo difficile della pandemia ha dimostrato quanto sia importante avere delle regole chiare, precise a tutela di chi lavora in questo campo.

SIEDAS cerca di portare al centro del dibattito, anche politico, le questioni più rilevanti del settore con la consapevolezza di fondo che anche l’arte e lo spettacolo hanno di base delle regole e queste hanno indubbiamente una natura giuridica e quindi c’è bisogno di attenzione verso queste problematiche.

Cos’è l’Indennità di Discontinuità e perché è una novità importante?

L’indennità di discontinuità è l’argomento del momento perché è una novità davvero straordinaria per il mondo dello spettacolo. Una misura di stato sociale con la quale in qualche modo si riconosce la peculiarità per chi lavora in questo settore. Ovvero un lavoro che non è continuativo, può presentare dei periodi di ferma, e che quindi richiede una particolare attenzione anche in termini di sostegno economico.

Un’indennità che è stata fortemente voluta dalla precedente legislatura, approvata a larghissima maggioranza, e che ha ricevuto un corposo finanziamento nella recente legge di bilancio, 100 milioni di euro, grazie ad un emendamento dell’Onorevole Orfini il quale si era fatto portavoce di questo disegno di legge nella precedente legislatura e ha fatto in modo di dare concretezza chiedendo ed ottenendo la copertura finanziaria.

Ne abbiamo parlato con l’onorevole Orfini in una recente intervista che ci ha concesso per Arti e Spettacolo (rivista informativa curata da SIEDAS) nella quale ha raccontato la posizione della Commissione Cultura, che ha sostenuto questo emendamento, riconoscendone la grande importanza.

Si tratta di una misura che ha inoltre una stretta connessione con il cosiddetto lavoro regolare. Una delle problematiche a cui siamo andati incontro, emerso in modo particolarmente concreto durante il periodo pandemico, è stato quello del grande lavoro sommerso che non consente di avere chiaramente il quadro di quante giornate lavorative effettivamente ci siano e quantificare i contributi effettivamente versati.

Il punto di partenza di questa riforma è quello di avere un quadro lavorativo, previdenziale e contributivo assolutamente regolare perché solo accumulando giornate lavorative “in regola” possono portare il lavoratore a vedersi riconosciuta l’indennità di discontinuità.

Quindi ricapitolando questa riforma ha 2 grandi vantaggi che sono:

1) aiutare chi è in difficoltà nei momenti di discontinuità

2) fare emergere tanto lavoro nero perché è indubbio che se oggi abbiamo uno strumento di welfare che permette di avere un supporto nei momenti difficili forse gli stessi lavoratori saranno portati a chiedere un pieno riconoscimento della loro posizione lavorativa

Per questo obiettivo come dicevi c’è stato l’impegno di Coordinamento StaGe! ma in generale c’è stato un coro unanime da parte di tutte le componenti rappresentative del settore che hanno percepito l’importanza di raggiungere questo risultato. Su questo dobbiamo continuare perché gli stessi operatori devono farsi carico di questi temi, ognuno dalla propria prospettiva e con le proprie competenze,  deve cercare di dare contributo a questa battaglia di civiltà per migliorare la situazione del nostro settore.

Quindi l’emersione del lavoro sommerso nel settore spettacolo ha anche il vantaggio di far rendere conto le istituzioni di quanto peso abbia concretamente?

Assolutamente SI. Ricordiamo la battuta storica di un politico di qualche tempo fa “con la cultura non si mangia” contestata da tutti noi in tutte le sedi.

Ai miei studenti dico sempre che è fondamentale far capire quanto l’investimento culturale abbia effetti nella cultura ma anche in altri settori per il cosiddetto effetto del moltiplicatore. Se io vado a teatro, per esempio, metto in moto tanti meccanismi economici che si riversano in altri settori.

Chi va in teatro si fermerà a prendere un caffè, andrà a cena, prenderà un taxi, si vestirà in modo diverso… insomma ci sono molti movimenti economici che dal fenomeno culturale poi vanno a diramarsi.

Dobbiamo però attendere il decreto attuativo, giusto?

Si, la normativa verrà meglio specificata con i decreti attuativi con i relativi tempi tecnici

Il dato più recente e notizia di questi giorni è che i soldi ci sono. Con l’Onorevole Orfini si discuteva del fatto che non essendoci uno storico non esiste in questo momento il dato di quanta sarà effettivamente la richiesta e quindi quanto potrà essere l’effettiva spesa complessiva.

Però è vero che la cifra di 100milioni di euro sono una cifra importante che da buone garanzie di copertura. Poi solo con i test sul campo riusciremo a capire meglio quale sarà la richiesta

Aver stanziato questa cifra permette di non aumentare il costo del lavoro. Ma se ci fosse bisogno di ulteriori fondi, la copertura arriverà dall’emersione del lavoro nero?

Esatto. Io penso che il nero che si registra nel mondo dello spettacolo è assolutamente un fattore di inciviltà. Un indice della nostra difficoltà a capire l’importanza di questo settore.

L’indennità di discontinuità, come dicevo, ha sicuramente il grande vantaggio di spingere all’emersione del lavoro nero ed il mio consiglio è quello di regolarizzare al quanto prima la propria posizione.

Al di la di questo la partenza di 100milioni di euro è una ottima partenza.

Non possiamo immaginare di finanziare quest’indennità con un aumento del costo del lavoro perché sarebbe un cane che si morde la coda perché se aumenta il costo del lavoro è chiaro che diventi un’”incentivo” al lavoro nero quindi sarebbe assolutamente illogico ed irrazionale.

E’ invece un segnale assolutamente positivo che si possa partire con una cifra importante come quella stanziata.


Ringraziamo l’avvocato Fabio Dell’Aversana, presidente di SIEDAS.

Sarà nostra cura tornare con Lui sull’indennità di discontinuità quando arriverà il Decreto Attuativo.


il documento ufficiale del Disegno di legge è disponibile sul sito del Senato della repubblica

https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/358088.pdf


Ne hanno parlto le seguenti fonti

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