In-Formazione

Pagare gli artisti in nero non conviene nè all’artista nè al locale!

Sfatiamo questa "leggenda" spiegando pro e contro.

Pagare un artista in nero non conviene! Questo articolo è sicuramente rivolto più ai gestori che agli artisti. Credo, tuttavia, sia corretto conoscere questi aspetti per entrambi i soggetti facenti parte la contrattazione.

Quello del pagamento “a nero” è un vizio che noi italiani abbiamo probabilmente già a livello di DNA al punto che lo facciamo anche anche quando diventa meno conveniente rispetto al fare le cose in regola.

Facciamo due semplicissimi esempi per spiegare come funzionano DAVVERO le cose

Esempio di pagamento di artista “al nero”

pagare all’artista 100,00 euro “a nero” al locale costa, in realtà, 145,00 euro.

Infatti l’imposizione fiscale minima alla quale è assoggettata un’attività come quella di un locale è del 45%.

Dal momento che il locale paga all’artista 100,00 senza giustificarli, tale uscita di cassa risulta non essere mai stata fatta.

Quindi quei 100,00 euro risultano parte dell’utile e sono assoggettati a tassazione del 45%.

Alla fine il gestore avrà un costo reale di 145,00 euro e sarà a rischio di pesanti sanzioni (leggi qui)


Esempio pagamento “regolare” di artista iscritto alla cooperativa

L’artista emette una fattura di 140,00 + IVA

L’IVA viene interamente detratta ed al gestore non costa niente essendo una cosiddetta imposta di giro (il gestore dovrebbe pagarla all’erario invece la versa al musicista che direttamente o attraverso la cooperativa la versa all’erario).

I 140,00 euro di imponibile vengono interamente dedotti come costo e quindi su questa cifra non verranno conteggiate altre tasse o contributi ed all’artista resta un netto di poco più superiore rispetto ai 100 euro vedendosi pagati anche i contributi previdenziali e l’assicurazione INAIL.

Quindi in sostanza pagando gli artisti in regola il gestore risparmia economicamente e non rischia di incorrere in pesantissime sanzioni

 

Pulsante per tornare all'inizio