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Nei club la responsabilità può coinvolgere l’artista se è tesserato

Il caso accaduto in un club di Latina

In un precedente articolo, parlando della differenza tra associazioni e cooperative, abbiamo evidenziato un aspetto importante anche per gli artisti nei circoli privati: in caso di cattiva gestione da parte del presidente o degli amministratori di un’associazione, la responsabilità può arrivare a coinvolgere anche l’artista associato, se l’attività contestata è quella alla quale ha preso parte.


Artisti nei circoli privati: tesseramento, SIAE e responsabilità

 

Recentemente è emersa una vicenda che riguarda un artista esibitosi all’interno di un club, cioè un circolo gestito da un’associazione con ingresso riservato ai soli soci tesserati (vedi fonte a piè pagina).

L’artista si è trovato coinvolto in un procedimento relativo al mancato adempimento del permesso per il diritto d’autore da parte dell’organizzatore.

Normalmente, se un locale non richiede il permesso SIAE/Soundreef, la responsabilità ricade sul gestore o sull’organizzatore dell’evento.

In questo caso, però, l’artista era stato tesserato prima di entrare nel club e quindi risultava, almeno formalmente, un associato del circolo.

Da qui la contestazione: non più semplice artista esterno chiamato a esibirsi, ma socio dell’associazione coinvolto nell’attività di intrattenimento musicale.

Questo elemento ha portato a ritenerlo corresponsabile.

Personalmente ritengo che, se l’artista ha svolto la prestazione con regolare agibilità INPS ex ENPALS e fattura, ed è stato tesserato soltanto la sera stessa dell’esibizione, potrebbero esserci elementi validi per difendersi e sostenere che si trattasse di un fornitore esterno, non di un reale associato coinvolto nella gestione dell’attività del circolo.

Va però ricordato un punto fondamentale: in casi di questo tipo l’esito non è mai scontato.

Anche quando ci sono buone ragioni per difendersi, affrontare un procedimento comporta comunque tempo, stress e costi non indifferenti.


Come può un artista tutelarsi da questo tipo di problemi?

1) Fare agibilità e fattura, non la tessera

Se l’artista lavora regolarmente con agibilità INPS ex ENPALS e fattura, può essere considerato un fornitore esterno del circolo.

L’obbligo di accesso riservato ai soli tesserati riguarda normalmente il pubblico che partecipa all’evento, non necessariamente il professionista chiamato a svolgere una prestazione lavorativa.

Un musicista, un cantante, un DJ o un altro artista può quindi esibirsi come soggetto esterno incaricato, senza dover per forza diventare socio dell’associazione.

Per questo motivo, quando si suona in un circolo o club privato, è preferibile evitare il tesseramento “automatico” fatto all’ingresso solo per consentire l’accesso alla struttura.

2) Se si viene tesserati, chiedere conferma scritta dei permessi

Se invece il circolo richiede comunque il tesseramento dell’artista, è opportuno farsi rilasciare una dichiarazione scritta con cui l’organizzatore conferma di aver richiesto tutti i permessi necessari per l’evento, compresi quelli relativi al diritto d’autore.

In alternativa, o meglio ancora in aggiunta, l’artista può chiedere di ricevere anticipatamente il borderò digitale o altra documentazione che dimostri l’avvenuta apertura della pratica SIAE, Soundreef o dell’organismo competente.

Questa verifica va fatta prima dell’esibizione e, possibilmente, prima ancora di entrare nel club come tesserato.


La fonte della notizia- Latinatu.it:

SUONATORE “SUONATO”: VA NEL LOCALE PER ESIBIRSI E VIENE CONDANNATO PER I DIRITTI SIAE

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Giuliano Biasin

CoFounder di Esibirsi Società Cooperativa. Organizzatore di eventi musicali ed artistici dal 1999. Autore de "Il manuale dell’artista" e del workshop informativo "Esibirsi in regola".
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