Silvia Smaniotto Vocal coach

Silvia Smaniotto, figura di grande rilevanza nel panorama canoro italiano e vocal coach dell’artista Mara Sattei, in gara con il brano “Duemilaminuti”.
In occasione del 73esimo Festival di Sanremo il nostro Luigi Buggio l’ha incontrata per una bella intervista che riproponiamo di seguito
LUIGI: Silvia, il ruolo di vocal coach negli ultimi anni ha quasi soppiantato quello tradizionale dell’insegnante di canto, raccontaci come si svolge e qual è il tuo punto di vista al riguardo?
SILVIA: È difficile raccontare in poche parole le caratteristiche di questa nuova figura lavorativa. La differenza sostanziale con la scuola di canto tradizionale è che l’insegnante prepara tecnicamente e vocalmente l’artista, mentre il vocal coach ha un ruolo più ampio.
Qui per esempio si lavora in team con una serie di figure quali il foniatra (il dott. Franco Fussi è senza dubbio tra i più importanti in Italia in quest’ambito) l’osteopata, e molti altri ruoli di completamento dell’artista, che sono fondamentali non solo per la cura della voce ma del cantante a 360 gradi, perché non si canta solo con le corde vocali, ma con tutto il corpo, pertanto un cantante quando sale sul palco deve stare bene anche e soprattutto per quanto riguarda la sua persona.
Nella fattispecie ho il compito di svegliare l’artista al mattino per fare un riassetto posturale, quindi di riscaldarla vocalmente ma anche di attivarla sotto l’aspetto mentale e fisico. Questo lavoro viene ripreso anche durante il giorno quindi non si tratta di un’attività utile a ridosso dell’esibizione, ma anche nelle giornate di riposo canoro, portando avanti questo tipo di training.
Nel caso di Mara Sattei, ad esempio, l’essere sottoposta a continue interviste in questi giorni di Festival, provoca un grande affaticamento alla voce e quindi è di vitale importanza preservarla ed ottimizzare le energie, assicurandone l’idratazione e tutto quello che ne consegue.
LUIGI: l ruolo del vocal coach è determinante per l’equilibrio dell’artista. Ed ho usato volutamente il termine di personalità importante perché Silvia è un’artista che è partita “dal basso” e se oggi esiste un concetto di merito qui è perfettamente rappresentato dal suo percorso. A proposito di merito, volevo concludere con una domanda che riguarda i diritti dei lavoratori ed in particolare il concetto di “girl power”. Tu da sempre sei sensibile a queste tematiche e ti chiedo quindi di lasciarci con un tuo pensiero e magari un auspicio su questo tema.
SILVIA: Quando ho saputo che Mara Sattei avrebbe portato un brano che parla di questa tematica ovviamente mi sono molto emozionata perché lo sento molto vicino a me.
E quello che le ho detto è “sappi tu hai una responsabilità enorme” perché a differenza, ad esempio, di quella che potrebbe essere una figura come Mia Martini che si rivolge ad un pubblico più “adulto”, lei avendo un’età giovane ha la possibilità di parlare ai suoi coetanei.
“Duemilaminuti è un testo molto denso da questo punto di vista ed aver potuto lavorare con lei anche sotto l’aspetto interpretativo per metterla il più possibile “a fuoco” è stavo veramente molto importante e mi auguro sia per lei un punto di partenza, o meglio un punto intermedio, per il suo percorso artistico.
Per quel che mi riguarda si stanno facendo dei passi in avanti anche se non si è ancora raggiunta la piena parità di diritti tra i sessi. Sono comunque convinta che nel bene o nel male l’importante è parlarne e dare “fastidio” perché quando si crea disagio e fastidio significa che sta succedendo qualcosa.
LUIGI: il brano di Mara Sattei è impreziosito dalla firma di Damiano dei Maneskin, la produzione musicale è firmata Enrico Brun, socio Esibirsi, diventato una figura rilevante del panorama musicale.
Silvia, vuoi finire con un saluto a Esibirsi ed ai lavoratori dello spettacolo?
SILVIA: Ringrazio Esibirsi e tutti i lavoratori dello spettacolo perché se avete la possibilità di vedere in onda contenuti di alto livello qualitativo, è perché ci sono tantissimi lavoratori dello spettacolo che stanno dando il massimo dalla mattina alla sera per renderlo possibile.




