Come funziona la SIAE (e perché iscriverti conviene)

Come funziona la SIAE? È la domanda che si pongono migliaia di musicisti ogni anno, spesso troppo tardi, magari dopo che una loro canzone è passata in radio o è stata suonata in pubblico. La risposta non è semplice, ma è fondamentale per chi fa musica sul serio.
Perché iscriversi alla SIAE? Quali sono i vantaggi reali? E come funziona la gestione del diritto d’autore in un’epoca sempre più digitale?
In questa guida ti spieghiamo come funziona la SIAE, perché è utile anche per gli artisti indipendenti, e quali alternative esistono oggi per proteggere la tua musica.
Cos’è davvero la SIAE
La SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori è la società di collecting che, dal 1882, si occupa di gestire e tutelare i diritti d’autore in Italia.
Tradotto: ogni volta che una tua canzone viene eseguita in pubblico (live, radio, TV, locali, streaming), qualcuno paga una licenza. E la SIAE incassa, trattiene una percentuale (nel 2025 la provvigione media è del 13,7%, arrivando fino al 5% per i grandi live e all’8% per le royalties derivanti dagli utilizzi online) e gira la quota all’autore o editore.
La sua funzione è quella di raccogliere il diritto d’autore e ripartire le royalties agli autori e agli editori. E’ una piattaforma tra chi crea le opere e chi le utilizza. La creatività diventa così un valore per tutti.
Come funziona l’iscrizione alla SIAE
Iscriversi alla SIAE è oggi più semplice che in passato e si può fare attraverso il sito ufficale o attraverso SIAE+, l’app di SIAE dedicata ai suoi iscritti. L’app SIAE+ è gratuita e disponibile per il download su App Store e Play Store.
Requisiti:
- Essere autori di opere musicali (testi, musiche o anche entrambi)
- Compilare la richiesta sul sito o sull’app
- Pagare una quota annuale di circa 95€ al netto di eventuali agevolazioni per fasce d’età (come la gratuità per gli under30).
Una volta iscritto:
- Ottieni un codice autore
- Puoi iniziare a depositare gratuitamente le tue opere
- Hai diritto a ricevere i proventi generati dall’utilizzo delle opere
Cosa depositare (e come farlo)
Ogni brano deve essere registrato attraverso procedura on line tramite l’app SIAE+ o tramite il Portale Autori Editori su SIAE.IT, in cui si indicherà:
- Titolo
- Autori (testo e musica)
- Quote di ripartizione
- File audio mp3
- Eventuale editore
Una volta depositato, il brano è ufficialmente protetto: la SIAE lo riconosce come opera tua. Questo vale anche in caso di controversie.
Quanto si guadagna con la SIAE?
Domanda legittima. Ecco alcuni esempi:
- Per un brano di 3 minuti, in prime time, sulle principali radio nazionali, attorno alle 40 euro, a seconda della fascia oraria e della rilevanza della musica nella trasmissione considerata
- Una serata live in un locale: 15 euro di media per un programma di circa 30 brani, escludendo i “megaconcerti”, vale a dire gli eventi in location con capienza >5k posti a pagamento. Questo ovviamente se viene compilato il borderò, che è il requisito base perché venga riconosciuto il diritto alla remunerazione.
- Una trasmissione TV: anche diverse centinaia di euro a seconda del contesto, dell’orario, della durata di esecuzione e della rilevanza che ha la musica
Sulla radio e la tv non c’è bisogno di dichiarare personalmente le trasmissioni a SIAE, l’attività di SIAE permette di monetizzare automaticamente con le royalties senza dover effettuare alcun passaggio aggiuntivo.
Per le esecuzioni live, è necessario che chi si occupa della musica nell’evento (direttore di esecuzione) compili il borderò.
Come funziona la SIAE nella pratica quotidiana
Dopo l’iscrizione e il deposito, la vita con la SIAE si muove su tre binari:
- Registrare le opere → per farle entrare nel sistema.
- Segnalare le esecuzioni → tramite i famosi “borderò” per i concerti live (non necessario per gli altri utilizzi come l’online, radio e tv).
- Gestire i pagamenti →
Le ripartizioni sulle royalties che derivano dagli utilizzi online vengono effettuate ogni 90 giorni, per le esecuzioni live e per i passaggi Radio e TV le royalties vengono distribuite a gennaio e a luglio di ogni anno.
Ogni evento pubblico in cui si esegue una tua opera può generare un compenso, ma solo se è stato dichiarato correttamente.
SIAE o Soundreef? Alternative e differenze
Dal 2017, con la liberalizzazione del mercato, sono nate realtà alternative come Soundreef. Le differenze principali:
- SIAE è un Organismo di Gestione Collettiva (senza scopo di lucro), Soundreef è una EGI (Entità di Gestione Indipendente), con scopo di lucro.
- Soundreef paga le ripartizioni mensilmente, SIAE trimestralmente
- SIAE ha trattenute sulle royalties generalmente più basse
- SIAE è è la sesta collecting al mondo per diritto d’autore, come confermato dal Global Collections Report di CISAC (La Confederazione Internazionale delle Società degli Autori e dei Compositori).
E’ possibile gestire tra le due collecting diverse categorie di diritti, ma non si può gestire contemporaneamente con le due la stessa categoria di diritti sullo stesso repertorio.
Conviene iscriversi alla SIAE?
Se:
- Suoni live
- Hai brani diffusi in radio, TV o streaming
- Vuoi proteggere legalmente le tue opere e iniziare a guadagnare royalties con la tua musica
Sì, conviene (ancora di più se sei under 30 perché l’iscrizione è gratis!)
Anche con una carriera indipendente, può bastare una canzone passata su Radio Deejay o una buona stagione di live per ripagare l’iscrizione.
In più, il deposito è una tutela legale: certifica che quella canzone è tua, e può fare la differenza in caso di dispute.




