Interviste

Alla scoperta degli NFT

Gli NFT è per molti una parola della quale si è sentito parlare o letto in qualche post ma non è chiaro cosa sia, per altri si tratta di una tecnologia che viene vista come interessante ma non calabile nella propria attività artistica.

In verità gli NFT possono diventare un’opportunità interessante per ampliare le occasioni di monetizzare attraverso la propria musica o per fidelizzare maggiormente la propria fanbase.

ne abbiamo parlato con Emanuela Petrotto, COO di Digital Noises, e Silvia Bertelli, COO di Onlytech Industries.

Presentiamo le due importanti realtà che le nostre ospiti rappresentano:

  • Emanuela: Digital Noises

è un’agenzia di consulenza strategica che dà supporto a 360 gradi a tutti gli operatori del mondo musicale. Siamo uno staff di 10 persone, incluso un press office interno, e cerchiamo di coprire tutta la filiera dei bisogni di etichette brand musicisti ed artisti che si trovano ad avere tantissimi strumenti a disposizione ma poca esperienza per mettere in pratica quello che è necessario per promuovere e raccontare nel modo migliore la propria musica ed il proprio progetto musicale.

  • Silvia: Onlymusix

piattaforma che consente la creazione e la vendita di NFT per il settore musicale. Quindi un marketplace NFT verticalizzato sull’industria musicale. Il marketplace è attivo da un paio d’anni ed abbiamo cercato di sviluppare un’applicazione che fosse facilmente comprensibile ed utilizzabile da tutti i player del settore musicale quindi dall’artista anche emergente fino all’etichetta, manager e chiunque si occupi degli artisti.

Cosa sono gli NFT?

Silvia: Gli NFT sono certificati di proprietà e autenticità di asset che decidiamo di inserire. Questi certificati sono scritti su blockchain.

Per semplificare possiamo immaginarli come una sorta di contenitore in cui noi possiamo inserire determinati oggetti che possono essere dei file multimediali ma anche dei diritti di utilizzo di tali file ed opere.

Gli NFT sono scritti su blockchain che è una sorta di registro distribuito e decentralizzato all’interno della quale noi possiamo inserire delle informazioni che diventano immutabili, incorruttibili ma anche trasparenti.

Quindi quando noi andiamo a creare un NFT questo diventa immutabile e tracciabile. Importante come concetto perché come artisti noi possiamo andare a creare delle opere ed essere per sempre certificati come i creatori di quell’opera ed avere anche la possibilità di continuare a guadagnare sulle vendite future di quell’opera.

Facciamo la carta d’identikit di un NFT.

Innanzitutto esiste un creator ovvero l’artista o comunque chi crea l’NFT che è tracciato e sarà sempre tracciato come creatore di quell’opera.

Ma in che modo sarà tracciato?

Noi per dialogare con la blockchain creiamo un’identità digitale che è gestita dal nostro wallet. Mentre noi ora siamo abituati ad avere un’identità sociale digitale legata esclusivamente alla piattaforma che ce la fornisce (come accade su Facebook, Instagram, Tik Tok), nella blockchain noi siamo proprietari anche della nostra identità digitale con la quale noi possiamo interagire su diverse piattaforme portando con noi tutto il nostro storico quindi il nostro NFT ma anche le community che creiamo intorno alla nostra NFT.

Quindi c’è una grande differenza rispetto a quello che c’è nel web 2 rispetto al web 3 che è quella di essere padroni e proprietari di tutti i nostri asset per sempre.

Quali sono le possibili applicazioni dell’NFT per un artista?

Silvia: Gli NFT di base possono introdurre nuovi modi per monetizzare creando un enorme ventaglio di opportunità per gli artisti. Ci sono 3 angolazioni: una che riguarda gli aspetti economici, una tracciabilità ed autenticità delle opere create in NFT che noi creiamo ed una che riguarda di più l’aspetto community.

Dal punto di vista di monetizzazione noi possiamo pensare che dipende un po’ dalla fase in cui l’artista si trova. Partendo dagli artisti emergenti fino ad arrivare ad artisti più affermati.

Per un artista emergente l’NFT potrebbe rappresentare un modo per coinvolgere la primissima community di fan che è stata creata e farsi supportare nel proprio percorso artistico. Quindi utilizzare gli NFT come forma di “crowdfunding” dando alle persone che sostengono il loro progetto qualcosa che potrà avere un maggiore valore in futuro.

Potrebbe rimanere anche solo un ricordo ma anche un qualcosa che effettivamente ha un valore economico come una partecipazione a parte delle royalties o possibilità di accedere in futuro a qualche iniziativa esclusiva (incontro con l’artista, accesso a determinati concerti, ecc).

Diventa ovviamente un po’ più difficile per gli emergenti trovare la progettualità che spinga le persone ad acquistare un loro NFT.

Possibilità di associare agli NFT esperienze digitali uniche ma anche banalmente io pubblico un album, lo distribuisco su tutte le piattaforme digitali. Invece con gli NFT associo una versione particolare del brano che non sarà mai pubblicata quindi do un valore aggiunto aggiungendo un contenuto che non sarà disponibile altrove.

Oppure creo una limited edition in vinile e la associo alla vendita dell’NFT. Posso anche pensare di utilizzare il fatto che il fan acquisti un token e con questo sbloccargli la possibilità di acquistare un merchandising esclusivo fatto apposta per i proprietari del token.

L’NFT va a rispondere all’esigenza del fan di avere qualcosa di esclusivo o un rapporto un po’ più stretto con l’artista.

Per ampliare la riflessione, l’avvento del digitale ha reso il rapporto con gli artisti un po’ più distante. Se prima potevi acquistare un cd o un vinile quindi avere in mano qualcosa di tangibile che ti permetteva di sfogliare il libricino e di avere una cosa che comunque non avevano tutti a portata di mano.

Ora invece l’eccessiva disponibilità ha reso il rapporto tra fan ed artista molto più “diluito”. L’NFT può in qualche modo andare a restituire il ruolo del rapporto tra artista e fan.

Emanuela: Intervengo per dirti come interpreto io quello che ha spiegato correttamente Silvia, dal lato dell’agenzia che utilizza gli NFT.

Noi siamo nuovi a quello che è il mondo NFT e lo stiamo vivendo proprio grazie alla collaborazione con Onlymusix. Stiamo interpretando l’utilizzo di questa tecnologia proprio come un ritorno al valore aggiunto che un musicista con il suo progetto musicale può portare nella vita della comunità.

Di fatto Silvia parlava di CD ed io penso molto ai fanclub, fanzine, magazine e tutto quello che ruotava intorno al senso di comunità che nasceva dalla condivisione di un progetto musicale con l’artista e con i fan dell’artista.

Basti pensare all’iscrizione al fanclub del proprio artista preferito per ottenere dei privilegi, come ad esempio poter ottenere un incontro con l’artista, dei biglietti in anticipo per il concerto e backstage, magari con degli sconti o con dei contenuti che in generale non si sarebbero potuti trovare diversamente. E’ un po’ un ritorno al valore dell’analogico con uno strumento che di analogico non ha nulla.

Ritornando al raccontare in modo dettagliato quello che può essere un progetto di un artista o un’etichetta: nel caso specifico Silvia ha citato i vinili e più tardi approfondiremo il progetto che abbiamo seguito insieme.

Ma è veramente particolare, se ci si pensa, che in NFT si mettano in vendita proprio dei vinili che non hanno nulla a che vedere con quello che è il mondo dello streaming ma che sono e rimangono effettivamente un modo per possedere qualcosa che abbia valore.

Tramite blockchain, posso poi certificare la proprietà di quell’oggetto che ha valore per me.

Una cosa veramente incredibile, a pensarci, perché è un po’ un ritorno al passato ma con gli strumenti del presente e del futuro.

Raccontateci il progetto che avete seguito insieme?

Emanuela: Digital Noises ha appena lanciato insieme a Onlymusix un progetto che nasce dall’unione di idee che possiamo definire “folli” da parte nostra e dei nostri clienti e partner: in questo caso, nate insieme al Nostro Partner Ermitage Records per cui ci occupiamo in generale di distribuzione e ottimizzazione del catalogo. Insieme a loro, abbiamo capito che tramite NFT ci fosse la possibilità di restituire maggior valore a quello che era un progetto legato a De Andrè di cui, ovviamente, esistevano già molti cd, cofanetti e vinili.

Ci è venuto in mente che potesse essere importante per un collezionista o per un grande amatore dei prodotti musicali di De André raccogliere in un’edizione unica ed esclusiva un vinile ed un cofanetto di cd con dei bootleg pensati per l’occasione in una edizione super limitata di 10 copie numerate a mano.

L’Edizione Deluxe, che abbiamo voluto connotare di un colore argento, è a disposizione unicamente su piattaforma Onlymusix.

Per questo progetto si è lavorato parecchio dietro le quinte e finalmente il 19 maggio lo abbiamo reso disponibile in NFT.

Silvia: Abbiamo deciso di associare all’NFT il vinile.

Quindi come diceva Emanuela c’è sia la proprietà certificata su blockchain sia un oggetto fisico disponibile solo con l’acquisto dell’NFT.

Quindi abbiamo creato un wallet di Digital Noises che ha supportato l’etichetta Ermitage, Ermitage ha creato il suo wallet… quindi il cliente può vedere chiaramente che l’NFT è collegato alla loro identità digitale. Abbiamo dovuto decidere se fare un NFT in un’unica copia o multiplo ed abbiamo deciso di stare sulle 10 copie.

Gli artisti che si approcciano a questo mondo quindi sappiano che potranno scegliere per ogni opera se farla in singola copia o multipla in base alle loro esigenze o idee.

Abbiamo poi associato dei file media che non sono contenuti in dropbox, drive, amazon, in un cloud centralizzato, ma sono contenuti in uno storage decentralizzato e saranno per sempre a disposizione dei 10 che acquisteranno l’NFT. Anche questo è tutto scritto nell’NFT attraverso blockchain e quindi certificato.

Infine abbiamo scelto di metterlo in vendita ad un prezzo che ha un suo corrispettivo in criptovaluta e quando avverrà l’acquisto l’NFT passerà di proprietà da Ermitage Records all’acquirente e questo passaggio resterà fissato per sempre.

Inoltre quando Digital Noises ha droppato (caricato) l’NFT ha deciso di impostare una percentuale che è una percentuale di diritto di seguito. Questa percentuale che varia dai 5 ai 15 ai 20% è la percentuale che Digital Noises e Ermitage guadagneranno per le future rivendite dell’NFT.

Quindi capirete che per l’artista emergente che creerà un NFT e lo venderà ad un certo prezzo è un gran vantaggio pensare che se la sua carriera andrà bene e quindi anche l’NFT acquisterà un maggiore valore lui continuerà a guadagnare un pezzettino di questi incrementi da ogni futura vendita rimanendo sempre collegato con quello che ha creato.

Emanuela: Voglio aggiungere che per Digital Noises e per Ermitage Records è stato importante mantenere una registrazione dei vari passaggi, possibile grazie alla blockchain, perché la lavorazione di questo prodotto è stata una lavorazione decisamente impegnativa.

Ci sono i primi 4 vinili 7 pollici registrati da Karim restaurati in analogico ed il vinile 10 pollici sempre con le versioni analogiche. Philpot Lane che è un’etichetta che lavora con Ermitage in collaborazione con Audio Nautes Recordings ha recuperato e ristampato, restaurando il suono, questi 45 giri quindi hanno fatto una registrazione tape to tape ottenuta da una lacca pregiata.

Sono delle stampe che vengono dette “filologiche” e mantengono effettivamente un valore molto elevato.

Quando un’etichetta decide di lanciarsi in un lavoro di questo tipo ha interesse anche a mantenere in qualche modo la conoscenza di quello che avviene rispetto a questo prodotto: Che fine fa ed i passaggi che farà in futuro. Per questo si è scelto l’NFT piuttosto che la vendita nelle consuete piattaforme di vendita on line.

Ci raccontate alcuni esempi in cui siete state protagoniste di applicazione degli NFT?

Silvia: si faccio un esempio anche sull’NFT unico.

Noi siamo collaboratori, ed amici, dei Belladonna che è una band italiana indipendente che ha prodotto diversi album. Loro lavorano molto con le sincronizzazioni soprattutto negli Stati Uniti.

Le loro canzoni sono state utilizzate in diversi film Hollywoodiani e serie tv quindi diciamo che è uno dei loro punti di forza. Loro hanno creato due NFT entrambi unici ed hanno deciso di associare all’NFT i diritti sul 50% della proprietà del master.

Quindi chi ha acquistato questi NFT ora è sostanzialmente come fosse loro socio per questi brani e percepirà dei guadagni su tutto quello che verrà poi generato da quel brano. Per un fan o collezionista è importante non solo perché effettivamente avrà un rapporto stretto con la band, ma avrà anche effettivamente dei guadagni futuri rientrando dell’investimento.

Nel caso dei Belladonna questo progetto ha pagato perché come dicevo prima loro sono forti sotto l’aspetto delle sincronizzazioni. Non è detto che la stessa iniziativa vada bene per qualunque band perché ogni progetto artistico ha caratteristiche e punti di forza specifici e diversi.

Su Onlymusix ci sono poi diversi artisti che hanno creato progettualità diverse.

Altro esempio è Dj Mike, un dj italiano molto conosciuto, che ha creato una serie di NFT a cui ha associato un brano strumentale con una licenza di utilizzo del brano a fini commerciali e per la creazione di opere derivate.

In questo caso ogni NFT era un multiplo quindi 10 NFT per ogni brano, associati poi ad una componente artistica visual creato con un illustratore famoso, Davide Passoni.

Quindi anche gli artisti hanno la possibilità di collaborare con altri artisti ed essendo tutto specificato in blockchains anche le divisioni dei guadagni saranno automatizzati e le paternità dell’opera sono specificati in modo certificato.

Importante appunto anche per tracciare chi sono i vari soggetti che hanno contribuito alla costruzione dell’iniziativa nelle varie fasi di realizzazione.

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Marco Forconi

Musicista da sempre, forte background informatico, lavoro nel settore IT/WEB dal 1995. Ho creato il mio primo sito web nel 1999 e dal 2003 mi occupo di Web Marketing e Comunicazione.
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