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Un telefono del vento nel cuore della Toscana

L’originale “Telefono del Vento” è un’installazione artistica e monumento commemorativo situato nella città giapponese di Otsuchi.

Questa struttura è stata creata in seguito al terremoto e al maremoto del Tōhoku del 2011, una catastrofe naturale che ha causato la perdita di molte vite umane e ingenti danni materiali.

L’idea alla base del “Telefono del Vento” è stata sviluppata da Itaru Sasaki, un uomo che aveva perso un parente nel terremoto. Per trovare un modo per comunicare con il suo parente defunto, ha installato una cabina telefonica dismessa nel suo giardino e ha iniziato a parlare con essa. Questo gesto simbolico ha attirato l’attenzione dei media e delle persone in lutto, e presto altre cabine telefoniche simili sono state installate in tutto il Giappone.

Queste cabine telefoniche non sono in realtà funzionali e non permettono chiamate telefoniche, ma offrono uno spazio intimo e tranquillo dove le persone possono riflettere, pregare o condividere i loro pensieri e sentimenti con i loro cari defunti. La luce all’interno della cabina è alimentata da energia solare, e spesso vengono decorate con fiori freschi e altre offerte.

Queste installazioni sono diventate luoghi di riflessione e connessione emotiva anche in altre parti del mondo.

il Telefono del vento in Giappone
l’originale telefono del vento, ubicato in giappone

In Toscana nasce un “Telefono del vento”

L’idea nasce da Marco Vanni , ex famoso fotografo originario di Pontedera, che ora si dedica all’organizzazione di eventi a scopo sociale attraverso la sua etichetta discografica “Life for Music”. L’obiettivo principale di questa iniziativa è promuovere temi sociali attraverso la musica.

“Questa idea è nata dall’ispirazione che ho tratto dagli elementi naturali, in particolare dal vento”, racconta Vanni. “Il vento è invisibile, può carezzarti o distruggerti, cambia le stagioni, trasporta foglie e pollini ed è sempre stato fonte di grande fascino per me. Durante i miei viaggi in Italia, ho scoperto un “Telefono del Vento” che è stato replicato anche in Italia, precisamente in Piemonte. L’idea mi ha affascinato enormemente, così ho condotto diverse ricerche online per scoprire come è nato e perché. Da lì ho deciso di realizzarne uno anche nella Valdera, su una collina da cui si possa ammirare il mare, le montagne, le vallate, l’alba e il tramonto”.

State replicando la cabina in tutto e per tutto?

“Abbiamo cercato di rendere il più simile possibile all’originale giapponese – continua Vanni – È chiusa su tre lati da vetri e all’interno c’è un telefono finto e un libro in cui le persone possono lasciare dediche o pensieri. Chiunque può recarsi lì in qualsiasi momento per urlare, parlare o meditare, consegnando i propri pensieri al vento. Ma abbiamo voluto dare a questo ‘Telefono del Vento’ un significato più sociale” – afferma Vanni – “Non è più solo un mezzo per comunicare con i defunti o con chi è scomparso. In questo momento critico della nostra esistenza, con conflitti, problemi ambientali e guerre in corso, vogliamo creare un luogo di meditazione in cui ogni persona possa affidare al vento un messaggio contro la guerra, a favore della natura o della pace, sperando che il vento possa portarlo a chiunque possa ascoltare”.

“E desidero sottolineare l’importanza della musica. La musica è in grado di guidarci attraverso i vari stati d’animo della vita; una buona musica può aiutare a essere più sensibili a determinati temi che altrimenti potrebbero passare inosservati. Perciò, noi facciamo musica a scopo sociale, perché attraverso la musica è possibile percepire meglio tematiche che altrimenti rimarrebbero in ombra”.

Partners dell’iniziativa

Un ringraziamento all’azienda agricola ‘Gli Ulivi’ di Tegolaia, produttori di olio, situata a Capannoli. Matteo Bagnoli e Mattia Cei sono stati fondamentali per la realizzazione dell’iniziativa offrendo un bellissimo colle, situato sopra il cimitero e tra i più alti di Capannoli

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La struttura della cabina è stata realizzata in legno ecologico da Romeo Gorini, un mastro falegname in pensione che ha la sua bottega accanto alla polizia di stato in piazza Trieste a Pontedera.

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Marco Forconi

Musicista da sempre, forte background informatico, lavoro nel settore IT/WEB dal 1995. Ho creato il mio primo sito web nel 1999 e dal 2003 mi occupo di Web Marketing e Comunicazione.
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