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Tracy Chapman

Nella storia della musica pop e rock ci sono stati molti casi in cui gli artisti hanno avuto un debutto straordinario ma non sono riusciti a mantenere lo stesso livello di qualità, come se l’urgenza di esprimersi subito avesse bruciato parte della loro creatività, indebolendo irrimediabilmente l’intensità.

Un esempio è Tracy Chapman, nata il 30 marzo 1964 a Cleveland, Ohio, il cui album del 1988 ,quando aveva solo 24 anni, ha raggiunto rapidamente la vetta delle classifiche mondiali grazie al singolo “Fast Car“.

Il disco ha vinto tutti i premi possibili e Tracy è stata osannata dalla critica che l’ha paragonata addirittura a Joni Mitchell e Bob Dylan.

La timida ragazza che qualche anno prima aveva portato i suoi nastri demo al produttore Charles Koppelman per farsi notare si è trovata a dividere il palco con Peter Gabriel e Sting nei concerti benefici per Amnesty International.

Il successo era pienamente meritato, il disco era bellissimo e ancora oggi resiste al tempo e a numerosi ascolti.

In piena epoca di riflusso disimpegnato il disco proponeva testi che parlavano di rivoluzione, disoccupazione, violenza domestica, povertà e disuguaglianza sociale, fame e razzismo descritti senza retorica, con linguaggio asciutto e lucidità di narrazione, muovendosi con sicurezza nel solco della grande tradizione folk di Pete Seeger.

Era tale l’importanza attribuita ai propri testi che Tracy fece pubblicare l’album in Europa con un libretto che li conteneva tradotti in cinque lingue in modo che la comprensione del loro significato fosse la più chiara possibile.

La produzione di David Kershenbaum lasciava intelligentemente spazio alla magnifica voce di Tracy, disegnando attorno ad essa arrangiamenti scarni di grande efficacia affidati a strumentisti di prim’ordine come Larry Klein (basso), Danny Fongheiser (batteria) e Jack Holder (tastiere).

“Talkin’ bout a Revolution” e “Across the Lines” sono dure invettive lanciate contro la disumanizzazione di una società sempre più divisa in classi

“Baby Can I Hold You” offre una parentesi di tenerezza

“Fast Car” è una delle più devastanti canzoni mai scritte sullo sgretolamento di un rapporto amoroso, dal riff ipnotico che sembra cullare la disperazione della protagonista

“Behind the Wall” è affidata alla sola voce

“For You” chiude con dolcezza il disco accompagnata unicamente dalla chitarra acustica.

Tracy Chapman oggi..

Arrivando ai tempi recenti, Tracy è diventata la prima donna di colore nella storia a comporre una canzone che ha raggiunto la posizione numero uno nella classifica del genere country.

Questo successo è stato ottenuto grazie alla cover di “Fast Car”, brano del 1988, eseguita da Luke Combs, che attualmente si trova in cima alla classifica country.

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Marco Forconi

Musicista da sempre, forte background informatico, lavoro nel settore IT/WEB dal 1995. Ho creato il mio primo sito web nel 1999 e dal 2003 mi occupo di Web Marketing e Comunicazione.
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