Il Premio La Musica è Lavoro 2025 ha il suono delle Marche e la voce irriverente dei Capabrò. La band, socia della cooperativa Esibirsi, ha conquistato la giuria dell’undicesima edizione del riconoscimento promosso da FAI CISL Romagna e dedicato al sindacalista faentino Luigi Miserocchi.
Il gruppo è stato premiato lo scorso 4 ottobre durante il MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza, dove si è esibito dal vivo davanti a una piazza gremita e connessa in diretta su Radio Flyweb.
Con il brano dal titolo provocatorio “Lavorare fa schifo”, i Capabrò hanno portato sul palco un messaggio diretto e senza filtri: la musica può e deve raccontare anche la fatica, le contraddizioni e la dignità del lavoro.
Premio La Musica è Lavoro: come unire arte e riflessione sociale
Nato nel 2015, il Premio La Musica è Lavoro ha l’obiettivo di dare spazio a chi utilizza la musica come lente per leggere la realtà. È un’iniziativa che porta avanti un messaggio forte: il lavoro non è solo una necessità economica, ma una dimensione umana, culturale e collettiva.
Promosso da CISL Emilia-Romagna, in collaborazione con Radio Flyweb e il MEI, il premio ogni anno raccoglie decine di brani che affrontano temi come precarietà, diritti, solidarietà, ma anche pace e uguaglianza. I finalisti vengono poi selezionati da una commissione composta da esperti del mondo del lavoro, rappresentanti del sindacato e professionisti del settore musicale.
Durante la cerimonia, i Capabrò hanno voluto dedicare la vittoria “a chi lavora per sopravvivere, a chi fa un mestiere che odia, a chi vive per lavorare e non lavora per vivere”.
Una dedica che riassume perfettamente lo spirito del Premio La Musica è Lavoro: far riflettere, ma anche scuotere le coscienze.
Qual è la lezione che ci lascia Luigi Miserocchi
Il riconoscimento è intitolato a Luigi Miserocchi, storico sindacalista faentino scomparso prematuramente, che aveva fatto della tutela dei diritti dei lavoratori la sua missione.
A ricordarlo è stata la moglie Roberta Miserocchi, che ha sottolineato come “musica e lavoro siano il modo migliore per ricordare Luigi, unendo le sue più grandi passioni”.
Il Premio La Musica è Lavoro si trasforma così in un’eredità simbolica: non solo un concorso musicale, ma un ponte tra generazioni, che unisce l’impegno sociale al linguaggio universale della musica.
Oltre al riconoscimento ufficiale, i vincitori ricevono una targa, un mese di promozione su Radio Flyweb, un rimborso spese e, soprattutto, la possibilità di esibirsi sul prestigioso palco del MEI, evento di riferimento per la scena indipendente italiana.
Chi sono i Capabrò, i vincitori di quest’anno
Dietro questo nome che strappa un sorriso si nascondono quattro musicisti marchigiani con un’anima travolgente. I Capabrò nascono nel 2014 e in poco più di dieci anni hanno collezionato oltre 500 concerti in tutta Italia, portando in scena un mix esplosivo di ironia, energia e riflessione sociale.
Dopo aver vinto Rock Targato Italia 2016, la band pubblica nel 2018 l’album d’esordio “Musicanormale” (Labella Dischi), un progetto che mette in dialogo suoni moderni e testi pungenti. Seguono tour in tutta la Penisola e un mini-tour europeo in Spagna, oltre a una serie di singoli che raccontano la società contemporanea con sguardo ironico e realistico.
Nel 2021 arriva “Duemilaeventi”, brano che gioca con i grandi temi del nostro tempo – dai complottismi alla pandemia – mentre nel 2022 il gruppo si presenta alle audizioni di X Factor Italia, portando la propria energia anche sul palco del celebre talent.
Il loro ultimo album, “Educazione Cinica” (Astralmusic, febbraio 2025), è un lavoro più maturo e consapevole, che esplora temi globali come il cambiamento climatico, la sovrappopolazione e l’impatto dei social network. Disponibile per lo streaming anche su Spotify.
Perché la musica deve essere anche impegno
Il Premio La Musica è Lavoro si distingue nel panorama nazionale perché mette al centro la responsabilità culturale degli artisti. In un’epoca in cui l’industria musicale corre veloce tra algoritmi e trend, questa iniziativa ricorda che la musica può ancora essere uno strumento di pensiero critico e partecipazione.
Per i Capabrò, la vittoria rappresenta non solo un riconoscimento artistico, ma anche un incoraggiamento a proseguire su una strada coerente e autentica.
“Lavorare fa schifo”, il brano premiato, non è uno slogan nichilista, ma una provocazione intelligente: un invito a riflettere sul senso del lavoro nella società contemporanea, dove spesso si confonde la produttività con il valore personale.
Attraverso note, parole e ironia, i Capabrò hanno centrato in pieno lo spirito del Premio La Musica è Lavoro, ricordando che dietro ogni mestiere, ogni palco e ogni canzone c’è sempre una storia di impegno, di sacrificio e di libertà.
A conti fatti, l’edizione 2025 del Premio La Musica è Lavoro conferma la sua missione: dare voce a chi usa la musica per raccontare la realtà. E quest’anno, quella voce è marchigiana, potente e un po’ cinica, proprio come piace a chi crede che la musica – oltre che arte – sia davvero un lavoro.




