Dj e Capodanno: cosa è cambiato?

Capodanno, che serata epica per i Dj!
Quelli più grandicelli ( o i Dinosauri come me…) ricorderanno bene quese date fino agli anni ’90..
Erano i periodi d’oro (in tutti i sensi), dei Dj che a Capodanno facevano le “doppie” e “triple”, un girotondo di piazze, club e after fino all’alba.
Non era roba solo per i big del settore, anche i Dj emergenti o di nicchia a Capodanno facevano il pieno.
Ma oggi come siamo messi? È ancora così?
Sia chiaro, Capodanno rimane una data (molto) importante nel calendario dei Dj, ma non è più quella super serata che decideva tutto.
I motivi sono tanti e in questo articolo ne tratto alcuni, senza avere la presunzione di essere esaustivo, ma giusto per condividere alcuni pensieri.
Partiamo con la cosa più ovvia: le discoteche non sono più quel tempio sacro di una volta.
Un tempo si andava a ballare perché era la moda, era il posto giusto per socializzare, e a Capodanno si spendeva alla grande, senza badare a spese.
Oggi, il clubbing di Capodanno ha perso un po’ del suo fascino.
Aggiungi a questo un potere d’acquisto non proprio alle stelle, un pubblico più smaliziato che non vuole spendere un patrimonio per vedere un dj super famoso che arriva tardissimo e suona la metà di un set normale.
E poi, ci sono le alternative: gli eventi in piazza, gratuiti, spesso con grandi nomi e con impatti genici importanti e…a orari più umani.
Chi ce la fa a Capodanno oggi?
Sopravvivono i grandi nomi, i Dj così famosi da muovere folle immense solo col loro nome.
Ci sono poi gli eventi come festival o mini-festival con line-up straordinarie, e quei club, anche non enormi, che non rischiano troppo. Si affidano ai resident dj, limitando i costi ma garantendo una qualità top.
Il dilemma per i locali a Capodanno
Le spese lievitano e l’incertezza sul guadagno resta.
La gente decide all’ultimo minuto, preferendo andare in montagna, all’estero, organizzare feste in casa, andare in piazza o al ristorante.
Il club non è più l’opzione principale per molti. Parla con qualche promoter, proprietario o direttore artistico, e capirai il trend.
Nota quanti club rimangono chiusi o propongono serate semplici, senza grossi nomi in consolle o prezzi esorbitanti.
E le famose “triple”?
Ormai sono un ricordo lontano per la maggioranza dei DeeJay, ad eccezione di quelli che dominano i grandi festival, che fanno il pieno a Ibiza, Tulum e altro…
Per loro, Capodanno è un business vero con incassi record.
Viaggiano in jet privati, facendo doppie e triple serate in giro per il mondo, d’estate in Europa, d’inverno in Sudamerica (non solo a Capodanno…).
Ovviamente questa è la “SuperLega” cioè un’altra categoria, un mondo a parte con budget enormi e strategie manageriali da capogiro.
Vediamo il quadro generale: nel mondo del clubbing, c’è un divario sempre più marcato tra i top player e tutti gli altri.
Una volta, Capodanno era la notte dei miracoli per tutti i Dj.
Oggi, è una festa che divide: da un lato, i super Dj con serate da sogno, dall’altro, i Dj che devono lavorare di più per far sentire la loro musica.

Resta un momento speciale, ma palese che il contesto è profondamente cambiato, e i Dj devono adattarsi, trovare nuove strade, nuove modalità per lasciare il segno in questa notte magica.
E tu, che sei un animatore di queste serate indimenticabili, sai che ogni Capodanno è un’opportunità per creare qualcosa di unico, per far ballare la gente, per condividere la tua passione.
Quindi sì, i tempi cambiano, ma la musica, quella buona e ben fatta, resta sempre al centro, battito dopo battito, nota dopo nota, fino all’ultimo respiro della notte.
E allora, che sia un Capodanno tradizionale o uno più sobrio, che tu vada ad esibirti in un megaDjSet in ua piazza gremita di gente, o che tu faccia divertire 50 persone nella piccola discoteca di provincia..ricorda sempre:
l’importante è metterci l’anima, trasmettere la passione e soprattutto: far divertire tutti.
Perché alla fine, è la musica che conta, è la musica che unisce, è la musica che fa la differenza: e questo sono sicuro resterà uno dei punti fermi anche negli anni a venire.
In bocca al lupo!




