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Come esibirsi in un Concerto Unplugged

I concerti unplugged sono un’esperienza unica, sia per gli artisti che per il pubblico.

Questa tipologia di spettacolo offre l’opportunità di mostrare il tuo repertorio in una veste diversa, più intima e vicina alle emozioni.

Di canzoni famose trasformate in versione unplugged ce ne sono migliaia, ma a titolo di esempio basti pensare alla versione originale di “Layla” , che nella versione originale dei Derek and the Dominos , e scritto da Eric Clapton e Jim Gordon, era un classico rock energico con chitarre distorte e ritmo incalzante.

Anni dopo, lo stesso Eric Clapton ha riarrangiato il brano rendendolo più lento e acustico, concentrandosi sull’armonia e dando un tocco blues, creando una versione (Secndo chi scrive) ancora più bella dell’originale.

https://www.youtube.com/watch?v=pKwQlm-wldA

“Everlong” dei Foo Fighters è conosciuto per la sua energia grunge, con una batteria potente e chitarre elettriche, eppure Dave Grohl, durante un MTV Unplugged, lo trasformò in ballata emozionante, con una sola chitarra acustica a mettere in risalto le parole e la melodia, rendendo il brano più introspettivo e personale.

Ma trasformare un set energico e amplificato in una performance acustica capace di coinvolgere lo stesso pubblico non è una cosa scontata quindi vediamo insieme alcune strategie per adattare il tuo repertorio per un pubblico unplugged,ok?!


Parola d’ordine: semplificazione.

L’obiettivo è quello di rendere i brani più essenziali, senza snaturarli.

Ad esempio puoi partire eliminando gli arrangiamenti più complessi o non naturali, come i synth e le chitarre distorte, per concentrarti su ciò che è veramente fondamentale: la melodia e le parole. Per molti brani, un semplice accompagnamento di chitarra acustica o pianoforte può già essere sufficiente a trasmettere tutto il loro potere emotivo.

In un contesto unplugged, la dinamica gioca un ruolo fondamentale. Senza il supporto dell’amplificazione e degli effetti, bisogna trovare il modo di catturare l’attenzione del pubblico con la tua interpretazione.

Gioca con le dinamiche del volume: sperimenta crescendo e diminuendo che possano dare profondità alla performance, rendendo ogni momento significativo. Una voce che si abbassa per un sussurro o una chitarra che cambia intensità possono fare miracoli nel creare un’atmosfera intima.


Non tutto può essere suonato unplugged!

Devi accettare che non tutto il tuo repertorio si adatterà facilmente a una versione acustica, quindi seleziona con cura i brani che possono funzionare bene in un formato più minimalista.

E’ scontato che le “ballate” siano una scelta naturale, ma puoi sorprendere il pubblico adattando anche brani più energici, magari trasformandoli in versioni più lente e riflessive. La chiave è trovare l’equilibrio tra pezzi che offrono varietà e quelli che, grazie alla loro natura, si prestano ad essere riproposti in modo più delicato.

L’unplugged è anche l’occasione perfetta per raccontare storie e condividere esperienze. Introduci i brani raccontando aneddoti sulla loro creazione, sul significato del testo o su come una certa esperienza abbia influenzato il loro sviluppo.

Questo tipo di interazione diretta aiuta il pubblico a sentirsi più coinvolto, creando un legame emozionale che difficilmente si può instaurare durante un concerto tradizionale e più formale.

ragazza in esibizione acustica

Unplugged = un laboratorio di esperimenti

Un set unplugged è davvero una grande occasione per sperimentare tante cose nuove.

Potresti usare strumenti diversi dal solito, come il cajón al posto della batteria o l’ukulele per sostituire la chitarra elettrica, percussioni leggere, archi o anche semplicemente delle voci di supporto per arricchire il tuo sound mantenendo la natura acustica della performance.

Una nota curiosa è che mentre nei lve standard, la potenza del suono la fa da padrone e i tempi sono quasi sempre errati, in un concerto Acustico l’uso del silenzio è un potente strumento: i momenti di pausa possono aumentare la tensione e mettere ancora più in risalto alcuni passaggi.

Questa atmosfera si presta benissimo all’interazione diretta col pubblico, incoraggiandolo a cantare insieme a te o a battere le mani a tempo.

Il concerto diventa quindi un’esperienza conviviale che ti permette di richiedere feedback del pubblico e, magari, improvvisare una cover a richiesta.


La voce? Cambia tutto!

Un’esibizione unplugged richiede una gestione della voce completametne diversa rispetto ai concerti tradizionali.

Concentrati sull’interpretazione e sull’intensità emotiva più che sulla potenza.

In contesti più piccoli, hai l’opportunità di essere più vulnerabile e di utilizzare sfumature che potrebbero perdersi in un grande spazio amplificato, quindi gioca con il timbro, i sussurri, i cambi di tonalità per rendere la performance più autentica e adeguata ai brani eseguiti.

E ora… tocca a te!

Prendi il tuo strumento, scegli qualche brano e sperimenta come escono in versione unplugged: se ti rialsciano buone emozioni, vedrai che anche il pubblico apprezzerà questa tua versione e chissà, magari scoprirai anche un nuovo modo di esprimerti che non avevi mai considerato.

Se hai qualche esperienza unplugged da raccontare o qualche consiglio che ti ha aiutato, condividilo nei commenti: magari potrebbe risultare utile ad altri musicisti!

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Marco Forconi

Musicista da sempre, forte background informatico, lavoro nel settore IT/WEB dal 1995. Ho creato il mio primo sito web nel 1999 e dal 2003 mi occupo di Web Marketing e Comunicazione.
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