Albert Marzinotto: TILLAM Records e l’evoluzione della musica elettronica

Nella nuova intervista video di Esibirsi Magazine, intervisto il DJ e produttore Albert Marzinotto, produttore e fondatore di TILL:AM Records, socio storico della cooperativa fin dai primi anni lancia una riflessione sul possibile futuro della club culture: orari anticipati, pubblico più sano e il valore insostituibile della competenza musicale
Un dialogo che parte dalla sua carriera per arrivare a toccare alcuni dei temi più scottanti del panorama musicale contemporaneo.
Nato nel 1989 in un piccolo paese vicino a Venezia, Albert ha iniziato a muovere i primi passi nella musica a soli 13 anni, dopo una formazione classica su pianoforte e chitarra.
La sua carriera lo ha portato a collaborare con nomi di peso della scena underground internazionale come Pirupa e Tapesh, e le sue tracce sono state suonate da leggende come Loco Dice, Marco Carola, Nic Fanciulli e Steve Lawler, senza dimenticare Jovanotti che lo ha voluto al suo JovaBeach.
La fase attuale della sua produzione ruota attorno a TILL:AM Records, etichetta fondata circa due anni e mezzo fa che rappresenta il cuore pulsante del suo nuovo progetto artistico. Come racconta nell’intervista, l’obiettivo è allargare gli orizzonti, coinvolgere nuovi artisti e portare la musica house italiana oltre i confini nazionali, con feedback positivi che stanno già arrivando dall’estero.
Il momento però è delicato. Albert non nasconde le criticità legate all’avvento dell’intelligenza artificiale e alla facilità con cui oggi chiunque può produrre musica elettronica. Ed è qui che entra in gioco il tema centrale dell’intervista: la formazione.

Quando gli viene chiesto quale consiglio darebbe a un giovane che si avvicina a questo mondo, la risposta è netta e diretta.
La formazione è tutto. Non basta avere un portatile e un software per diventare producer. Serve studio, dedizione, sviluppo del gusto musicale.
Albert ricorda i corsi che ha tenuto durante il Covid per avvicinare i ragazzi alla composizione digitale, sottolineando come il vero valore di un producer stia nella capacità di scegliere, di incastrare i suoni giusti, di dosare le timbrature. Competenze che l’AI non può sostituire e che richiedono anni di pratica e ascolto consapevole.
Un altro nodo fondamentale riguarda il rapporto tra artista e booking.
Albert spiega con lucidità le dinamiche del mercato: un DJ deve saper educare il pubblico al proprio sound, creare una fanbase fedele. I locali sono macchine che devono incassare, e i booking agent cercano artisti con numeri e richiesta consolidata. Ma c’è anche spazio per chi sa distinguersi, per chi propone qualcosa di diverso e costruisce un’identità riconoscibile.
L’intervista si sposta poi su un piano più ampio, toccando la dimensione internazionale della sua esperienza. Albert ha suonato in tutta Europa e ha potuto confrontarsi con pubblici molto diversi. La sua visione è ottimista: la musica house è un linguaggio universale che unisce le persone, indipendentemente dalla nazionalità. Sul dancefloor tutti parlano la stessa lingua, e questo è il vero potere della club culture.
Ma il tema più interessante, e forse più coraggioso, emerge nell’ultima parte del dialogo: il clubbing sta cambiando, e deve cambiare ancora di più. Albert porta l’esempio di Londra, dove i club aprono alle dieci e mezza di sera e la gente arriva presto, balla, si diverte e torna a casa senza aspettare le tre di notte. Un modello più sano, più sostenibile, che si adatta ai nuovi stili di vita dei giovani, sempre più attenti al benessere fisico e mentale.
Gli appuntamenti pomeridiani stanno diventando più trendy dei club notturni, e questo è un segnale che il settore non può ignorare.
Albert parla apertamente anche del tema dell’abuso di sostanze, sottolineando come il mondo stia diventando più salutista rispetto agli anni ’70. La nuova generazione è più rigorosa, fa sport, cerca equilibrio.
Secondo Albert il clubbing dovrebbe adattarsi a questa evoluzione culturale, anticipando gli orari e offrendo esperienze più accessibili e meno estreme.
Nell’intervista emerge un artista maturo, consapevole, che non ha paura di mettere in discussione le vecchie dinamiche del settore. Un musicista che continua a valorizzare il vinile e l’hardware analogico in un mondo sempre più digitalizzato, ma che guarda avanti con pragmatismo e apertura mentale.
Un dialogo da non perdere per chi vuole capire davvero cosa significa fare musica oggi, con onestà, competenza e visione.
I Riferimenti
- TILL:AM Records,
- Instagram: https://www.instagram.com/albertmarzinotto
- Facebook: https://www.facebook.com/AlbertMarzinotto
- All Music: https://li.sten.to/lkzz5bwv




