Asintomatici, il nuovo singolo dei Demagó

Disponibile dal 15 dicembre 2023, su tutte le piattaforme digitali, “Asintomatici” il nuovo singolo della band umbra Demagó, che vede la partecipazione di un’icona del rock indipendente italiano, Pierpaolo Capovilla.
Produzione artistica Michele Guberti (Massaga Produzioni), presso il Natural HeadQuarter Studio di Ferrara.
Così la band di Città di Castello presenta il nuovo lavoro:
La canzone si articola in metafore e metafore di metafore. Il titolo stesso, “Asintomatici”, vuole essere un’allegoria, neanche tanto nascosta, sull’oggi, per la quale l’a-sintomatico è al tempo stesso colui che non sa di avere il virus e colui che meglio ti contagia, senza saperlo.
Il virus è il conformismo, tanto quello esistenziale dei pensieri, dei sentimenti e delle emozioni, quanto quello dei consumi. Di metafora in metafora, si manifesta l’ammissione di quel qualunquismo nella società odierna, che ci costringe all’inazione, alla resa, alla sconfitta morale e politica.
Confondiamo l’uguaglianza con l’omologazione, così come il progresso umano con lo sviluppo economico, e senza accorgercene ci ritroviamo in una trappola sociale dalla quale, forse, soltanto l’amore può liberarci, permettendoci di disconoscersi dalla massa per poter riconoscerci nel nostro prossimo.
Il 15 dicembre è uscito “Asintomatici”, il nuovo singolo, che vede la partecipazione di un’icona del rock indipendente italiano, Pierpaolo Capovilla, volete parlarcene? Come è nata questa collaborazione?
Nell’ ultimo anno e mezzo abbiamo avuto il privilegio e la fortuna di aprire vari concerti di Pierpaolo, sia con i Cattivi Maestri che con Nicola Manzan o nella sua veste solista. In questi live abbiamo avuto modo di conoscerlo e constatare da vicino il suo enorme spessore umano e artistico.
Tramite la nostra agenzia, l’Anthill Booking, che è anche la sua, abbiamo deciso di provare a mandargli delle nostre canzoni e vedere se poteva essere interessato ad un featuring. Da lì è cominciato un percorso bellissimo e stimolante con Pierpaolo che, piuttosto che fermarsi ad un feat., ha deciso di collaborare pienamente alla canzone scrivendone il testo di proprio pugno e intervenendo anche nella struttura musicale.
Sono stati giorni intensi, di continui contatti telefonici e di persona a cercare di trovare la versione definitiva, giorni passati a limare e cesellare ogni strofa, ogni singola parola e il più piccolo dettaglio. Siamo felici e orgogliosi del risultato ottenuto e particolarmente fieri di aver potuto collaborare con un’artista tanto importante. A livello di tematiche la canzone si articola in metafore e metafore di metafore.
Il titolo stesso, “Asintomatici”, vuole essere un’allegoria, neanche tanto nascosta, sull’oggi, per la quale l’a-sintomatico è al tempo stesso colui che non sa di avere il virus e colui che meglio ti contagia, senza saperlo. Il virus è il conformismo, tanto quello esistenziale dei pensieri, dei sentimenti e delle emozioni, quanto quello dei consumi. Di metafora in metafora, si manifesta l’ammissione di quel qualunquismo nella società odierna, che ci costringe all’inazione, alla resa, alla sconfitta morale e politica. Confondiamo l’uguaglianza con l’omologazione, così come il progresso umano con lo sviluppo economico, e senza accorgercene ci ritroviamo in una trappola sociale dalla quale, forse, soltanto l’amore può liberarci, permettendoci di disconoscerci dalla massa per poter riconoscerci nel nostro prossimo.
Questo nuovo singolo farà parte del vostro nuovo album?
Per ora è uscito come singolo; in futuro, quando uscirà un nuovo album, è altamente probabile che entrerà a farne parte.
A proposito, dopo l’ottimo disco “Anime nella pioggia”, state già lavorando a nuovo materiale?
In questo momento siamo molto impegnati nel tour, che continuerà almeno fino alla prossima estate e siamo focalizzati su questo. Tuttavia, abbiamo già del nuovo materiale su cui poter iniziare a lavorare. È tutto a livello primordiale e in via di costruzione; al momento giusto ci chiuderemo in sala prove e cominceremo a vedere dove l’ispirazione ci condurrà.
Ci date tre aggettivi per descrivere la vostra musica?
Direi introspettiva, epica ma al tempo stesso compressa. C’è sempre una tensione latente e l’irrequietezza e la dolcezza si muovono su un filo sottile e perennemente in bilico.
Quali sono i vostri punti di riferimento musicali?
Qui si apre un modo vastissimo in quanto ognuno di noi ha le sue preferenze. Tendenzialmente partiamo dal rock più classico come The Rolling Stones, Led Zeppelin, The Doors fino ad arrivare ai gruppi indie più recenti quali Artic Monkeys e Nothing But Thieves. Qualche spruzzata del nuovo post-punk che si intreccia a suoni noise. Il tutto è inserito in una cornice cantautorale dove le influenze sono disparate; si passa da Springsteen, De André fino ad arrivare a Sufjan Stevens e Francesco Motta, per citare anche un italiano interessante di ultima generazione. Abbiamo veramente tante fonti di ispirazione che contribuiscono a creare lo stile che definisce i Demagó.
Per tutti i nostri lettori, come possono mettersi in contatto con voi e su quali canali si può ascoltare/acquistare la vostra musica?
Siamo presenti nei social più noti quali Facebook (Demagó) ed Instagram (demago_band). La nostra musica la si può ascoltare su praticamente tutte le piattaforme a partire da Spotify, Amazon Music, YouTube ed Apple Music. Inoltre, l’ultimo album è uscito anche in formato fisico sottoforma di CD e Vinile, in quanto convinti che avere tra le mani un disco da “coccolare” rappresenti ancora un Plus importante.
Chi fosse interessato a questo formato potrà inviare direttamente un messaggio nelle nostre pagine social per accordarsi sul metodo di consegna, oppure venirci a trovare durante i nostri live presso il punto merchandising.




